I mezzi pubblici, una risorsa maltenuta e non sfruttata.

Non ci sono mai abbastanza autobus, i prezzi dei biglietti aumentano ma non i servizi, autobus e treni sono sempre sporchi e in ritardo.. Queste sono le lamentele che si ascoltano alle fermate degli autobus, quando anziani annoiati dall’attesa del pullman si mettono a chiacchierare tra loro e si raccontano tutto quello che non va. In effetti i principali fruitori dei trasporti cittadini sono proprio loro che, insieme ai ragazzi che li usano per andare e tornare da scuola, percorrono giornalmente chilometri insieme agli autisti: per spostarsi da casa al supermercato o all’ospedale, al cimitero a portare i fiori ai loro cari o semplicemente per andare in centro a fare due passi.
Lamentele infondate o sante verità? Se osserviamo il traffico nella nostra città notiamo che durante la giornata c’è molto movimento: macchine e motorini scorrono nelle strade accanto a autobus semivuoti, i clacson strombazzano impazienti, ci sono auto parcheggiate ovunque e chi sale e scende dai pullman o vuole attraversare per andare alla fermata, deve schivare le macchine che, nell’ora di punta, hanno fretta di tornare a casa.Molti sarebbero i vantaggi se tutti usassimo i trasporti pubblici, ma è davvero possibile? Gli aretini sono refrattari agli autobus o è il servizio che è inefficiente? Negli anni si è passati dall’Atac all’LFI per le strade cittadine, ma nemmeno il tempo di abituarsi al cambiamento che è arrivata la Tiemme: l’azienda per la mobilità della Toscana del Sud, partita ufficialmente lo scorso agosto e in mano agli enti locali. Insieme alla nuova sigla sono arrivate però anche le riduzioni del personale, gli scioperi e i disservizi causati dalla riduzione delle corse, dal cambiamento delle linee, degli orari e anche dei loro nomi. Molti i politici, sia di destra che di sinistra, che hanno dato voce al problema dei trasporti, ma i disagi di chi usa i mezzi pubblici sono rimasti sempre gli stessi.
Il principale è la scarsità delle corse che collegano il centro della città alle zone più periferiche, dove passa un autobus ogni ora e spesso è anche in ritardo. La mancata puntualità delle rare corse si aggiunge al lungo elenco di disagi che così riassume Paolo, 50 anni, che usa l’autobus per andare al lavoro:«le fermate non sono in sicurezza, mancano le rientranze apposite nei marciapiedi e lo spazio per ingrandirli; le corsie preferenziali sono quasi inesistenti e la mattina le corse in orario scolastico sono sovraffollate, anche se ci sono dei lati positivi: stando vicino al centro- continua- devo ammettere che la frequenza dei autobus è giusta e che sono abbastanza puliti.»
Anche per chi si muove in treno la situazione non è rosea e a poco sono valse le proteste di presidi e insegnati che chiedevano di coordinare gli orari delle corse scolastiche con quelli delle scuole, per evitare i ritardi e le uscite anticipate di molti studenti; i disagi che incontrano i pendolari ce li racconta Brenda, studentessa che prende il treno tutti i giorni:«Le corse non sono molto frequenti..tra l’una e l’altra ci corrono addirittura due ore, senza considerare che spesso e volentieri il treno fa ritardo.. non di molto,però non fa di sicuro piacere! L’Elfo forse è un po meglio rispetto al treno vecchio, però non si può dire che sia pulito,spesso capita di trovare bottiglie vuote, carte delle pastine, buste sotto i seggiolini e i sedili macchiati. Gli autobus sostituitivi funzionano però il servizio che fa il treno un solo autobus non lo può di certo fare…secondo me basterebbe una pulizia maggiore e corse più frequenti..». Una richiesta così impossibile da esaudire?
13/12/2010

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