Università e disagi

Quasi un anno fa sono iniziate le proteste per i tagli al budget fatti dall’ateneo di Siena, in grave crisi economica, alla sede di Arezzo e in molti ci siamo mobilitati affinché la nostra città continuasse ad avere i corsi di laurea che la contraddistinguono e la valorizzano.
Ad oggi però sono molti i disagi a cui vanno incontro gli universitari della sede aretina; Simone, studente di lingue, racconta che «i certificati sono stati tagliati più o meno tutti, l’unico che dovrebbe essere rimasto a carico dell’università è l’FCE, sennò CAE, DELE, DELF (certificazioni di lingua obbligatorie per superare gli esami e laurearsi, Ndr) e quant’altro sono a carico degli studenti, e questo fa ridere in quanto li paghiamo sulle tasse…il laboratorio linguistico sarebbe chiuso, se non fosse per le ragazze che ci fanno le 150 ore, che finiranno se non sbaglio venerdì prossimo, i CEL (Collaboratori ed Esperti Linguistici, Ndr) si sono visti dimezzare il monte ore: se 2 anni fa o l’anno scorso facevano in media 5/6 ore settimanali, da quest’anno ne fanno 3. Ovviamente è dura, soprattutto per le matricole, imparare una lingua da zero con queste ore».Martina, sottolinea che molti professori ancora non hanno ripreso a fare lezione e che molte matricole saranno costrette a rimanere in dietro di alcuni esami. Riccardo, studente di filosofia, è uno dei tanti che si sono mobilitati all’interno degli organi di facoltà e fotografa così la situazione: «son andati a sparire dei corsi di laurea, inglobati in altri come semplici curriculum, perdendo ovviamente tutta una serie di esami specifici e cambiando classe di corso di laurea e quindi il valore della laurea stessa; dovrebbero rimanere 3 corsi di laurea: lettere, lingue e scienze dell’educazione..immagina te una facoltà di lettere senza il corso di lettere che futuro può avere!! Tutte ‘ste cose sono accentuate dall’impossibilità di assumere nuovi prof in sostituzione dei pensionati, che sono tanti, quindi spariscono corsi d’insegnamento… Il servizio disabili è ridotto ai minimi termini, quasi inesistenti, la povera ragazza che se ne occupa, anch’essa disabile, è in gran difficoltà».
Pietro si lamenta dell’aumento del costo della mensa e dell’orario della segreteria, notevolmente ridotto: prima era aperta dal lunedì al giovedì e il venerdì mattina solo su appuntamento, ora è aperta solo lunedì e mercoledì mattina. Saverio dice «l’offerta formativa è stata ridotta, i corsi hanno subito notevoli trasformazioni…nel mio caso, il corso di francese monolingue è passato da 6 ore alla settimana, alle attuali 3!» è questa Università?

28/02/2011
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