AAA cercasi Asili Ad Arezzo

Dato che le richieste per gli asili, solo nel nostro comune, sono state 490 e che i bambini senza un’assegnazione definitiva sono 202, ci sono stati più di duecento bambini esclusi di fatto dal servizio delle scuole di infanzia…altro che “Poco meno di 600 posti complessivi a disposizione per bambini da 12 a 36 mesi nelle 23 strutture tra comunali e accreditate” conclamato il 24 febbraio di quest’anno dall’assessore Lucia De Robertis.
Ma andiamo per ordine: tutti i problemi se ignorati non si risolvono, ma il continuo maltrattamento da parte della politica all’istruzione colpisce tutti, dai genitori ai più piccoli.

Un problema sottovalutato è quello degli asili nido e delle scuole materne, che dovrebbero permettere ai genitori di continuare a lavorare, avendo qualcuno che educhi e accudisca i figli al posto loro; capita infatti che i nonni non possano fare da baby-sitter fulltime o perché abitano lontano o perché, raggiunta la pensione, a volte semplicemente vogliano godersi del tempo per loro e non stare 24 ore su 24 dietro ai nipotini.

Negli altri paesi europei il problema di dove lasciare i figli mentre si è al lavoro è risolto, spesso, con i nidi aziendali che permettono ai genitori di lavorare sereni senza dover correre da un capo all’altro della città a prendere il proprio figlio; un esempio? Il nido aziendale del Parlamento europeo a Strasburgo, dove i dipendenti non solo possono lasciarvi i bambini, ma anche andare a mangiare e giocare con loro nella pausa pranzo.
Ad Arezzo i nidi comunali sono 14, a cui si aggiungono quelli privati che sono 13, di cui 9 sono convenzionati accreditati e i restanti 4 sono solo “autorizzati”..La differenza sarà sottile, ma evidentemente c’è..sceglieremmo un prodotto solo accreditato o vorremmo che fosse certificato? Si può lasciar correre su queste “sottigliezze” quando c’è si parla del futuro dei nostri bambini?
Le scuole materne non sono più numerose: tra Comunali, Statali e privare arrivano ad essere 22, di cui la metà private; la retta di queste scuole non è pubblicata da nessuna parte, perciò si deve andare ad informarsi asilo per asilo.
Le rette sono mensili e vanno da un minimo di 40,60€ per gli asili nido con il tempo corto, cioè solo la mattina, ad un massimo mensile di 380,51 per il tempo prolungato e questa è la spesa per gli asili comunali, a cui va aggiunta la quota d’iscrizione; nel caso invece si dovesse mandare il proprio figlio nei nidi “Villa Sitorni” e “Indicatore” il tariffario cambia: con il pranzo la fascia minima è di € 28,59 mentre la massima € 241,70 ma se si volesse usufruire del tempo lungo o prolungato si arriverebbe ad una mensilità di 380,51€ o di 395,73€. Senza pranzo, si risparmia un po’, ma resterebbe il problema di dove far mangiare i propri figli…
Si può ottenere una riduzione della mensilità in base alla fascia ISEE familiare, che si calcola in base al reddito dell’anno precedente, e che portata allo sportello Unico del Comune. Per ottenere un ISEE valido si deve andare o nei CAAF o all’INPS, code e scartoffie che si aggiungo al lavoro e allo stare dietro ai figli; nel caso si voglia fare l’iscrizione online al bando si deve o “attendere l’arrivo delle credenziali via posta all’indirizzo di residenza” o “recarsi allo sportello Unico” a ritirarle, cosa che, di per sé, fa perdere tutta l’efficacia del servizio online.
Nel caso si riesca a superare indenni e senza troppe crisi di nervi questa trafila, si riesce ad accedere alle graduatorie provvisorie che, ad aprile, stabiliscono in quale degli asili richiesti si è ammessi ma, come è possibile vedere anche dal sito del Comune, molti sono i casi in cui non è stato assegnato nessuno degli asili richiesti.
Un’altra difficoltà a cui sono andate incontro le famiglie che volevano iscrivere i propri figli all’asilo è stata la riduzione di orario degli sportelli comunali che a luglio erano aperti solo la mattina; peccato che in quel periodo si dovesse dare la conferma dell’iscrizione, per poter essere ammessi nelle graduatorie definitive che, come visto, non garantiscono un posto nemmeno per i bambini inclusi.

23/09/2011
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