Annunci e prostituzione, il Questore di Arezzo risponde

Il Dottor Addonizio, alias il Questore di Arezzo, ci spiega qual’è la situazione reale della prostituzione nella nostra città: «il fenomeno, se così possiamo chiamarlo, è poco rilevante…» Il giorno dell’intervista, infatti, solo su un quotidiano compariva un annuncio esplicitamente a sfondo sessuale, «ma quelli più preoccupanti sono gli annunci meno espliciti, dove non è chiaro se l’offerta è o meno di prestazioni sessuali…»

Cosa può fare la Polizia?

«Come legge lei i giornali, ovviamente, li leggiamo anche noi: da lì parte il monitoraggio, raramente avviene per segnalazione di qualche condomino o capo-condomino infastidito dal viavai; i controlli sono svolti partendo da alcuni indicatori precisi, come la regolarità del contratto di locazione, la corrispondenza tra il consumo delle utenze e quanto dichiarato per l’appartamento in termini di numero di affittuari, se l’eventuale permesso di soggiorno sia in regola o lo sia il timbro sul passaporto, nel caso di cittadini extra-comunitari. Inoltre si cercano eventuali indizi che dimostrino il reato di sfruttamento della prostituzione quali la presenza di Viagra, un numero elevato di preservativi, gingilli vari, ecc.. Nel caso ci siano irregolarità vengono svolte le relative segnalazioni all’autorità giudiziaria e/o alla Guardia di Finanza, ma in città la prostituzione è praticamente tutta “regolare” e svolta da persone che ne fanno una professione, non perché vittime di uno sfruttamento.»

Dov’è che sussiste il reato?

Per il nostro ordinamento la prostituzione in quanto tale non è reato, il reato penalmente perseguibile è il cosiddetto sfruttamento della prostituzione, per altro reato difficilmente provabile: può essere considerato sfruttamento della prostituzione colui, o colei, che inciti o faciliti lo svolgimento dell’azione procurando clienti, condom, etc…

Le denunce, relativamente alle indagini che vengono svolte, sono effettuate e sono tutte per sfruttamento della prostituzione; recentemente, ad esempio, sono stati denunciati soprattutto cittadini romeni e albanesi.
«Un altro problema sorge perché, essendo la prostituzione legale, si deve capire che in casa una persona può fare ciò che vuole, finché non crei disturbo della quiete pubblica. Nel caso di chi esercita per strada l’unico reato di cui può essere colpevole è atti osceni in luogo pubblico, reato comunque “evanescente” per la difficoltà di provarlo e perseguirlo a causa dell’enorme giurisprudenza a riguardo, o di messa in pericolo della moralità, ma questo solo nel caso in cui siano coinvolti minorenni ed è comunque difficile da dimostrare; al massimo, ma è una forzatura e un semplice ricorso ad un TAR può annullarlo, si può richiedere l’allontanamento della persona dal comune in questione.» Cosa cambia nel caso di minorenni?

«Dipende dall’età del minore: al di sotto dei 14 anni un qualunque atto sessuale che coinvolga un ragazzo/a è considerato violenza, ma tra i 14 e i 18 anni si tratta di “violenza sessuale presunta” dove va dimostrata la mancanza di consenso; quello che permette l’esistenza della minaccia alla moralità e la presunta violenza sessuale è, essendo il soggetto minorenne, il mancato sviluppo della completa capacità di intendere e volere, poiché la persona è ancora in formazione… Tornando alla situazione aretina le prostitute che operano in città sono circa 18 e tutte persone conosciute, quasi tutte pendolari da Firenze o Perugia, e nel caso il reato di sfruttamento si svolgesse dove sono domiciliate, non potremmo farci nulla per questioni di giurisdizione; ciò che preoccupa di più -conclude il Questore- sono i centri massaggi, che teniamo sempre sotto stretta sorveglianza e, come recentemente, chiudiamo per irregolarità.»

01/02/13

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