Rispetto, responsabilità e collaborazione

La ricetta post-elezioni di D’Ettore, PDL  di Arezzo

Maurizio D’Ettore, coordinatore provinciale del PdL, commenta i risultati delle elezioni tenutesi la settimana scorsa, collegando la situazione nazionale a quella locale; confrontando i dati provinciali dello scorso 24 e 25 febbraio con quelli del 2008, si ha l’impressione di un crollo di fiducia da parte degli elettori, ma il professor D’Ettore spiega che «rispetto alla situazione nazionale, ad Arezzo abbiamo tenuto… Alcuni voti, anche a livello locale, sono andati a ”Fratelli d’Italia”, quasi un partito fratello, ma tanti dei voti di protesta che hanno portato il Movimento 5 Stelle a ottenere il proprio enorme successo sono elettori delusi fuoriusciti dall’area del PdL e del PD… Anche se c’è stato un calo rispetto al 2008 [quasi 14 punti percentuali, ndr] c’è da tener conto che ormai quella è un’altra era». La tranquillità con cui il Coordinatore provinciale ci spiega il suo punto di vista sulle elezioni svanisce parlando invece dei rappresentanti del Movimento 5 Stelle: «Mi interessa l’Italia e il bene del Paese, devono smetterla di insultare e dare dei ladri a tutti i politici senza distinzione, in politica c’è anche gente preparata e per bene, sia a destra sia a sinistra… La democrazia funziona se chi è stato votato si assume le proprie responsabilità e attraverso un confronto democratico, non solo dicendo “no” a tutte le proposte – continua Maurizio D’Ettore. – Il rispetto è fondamentale e come noi abbiamo rispetto per loro, c’è bisogno che anche loro ne abbiano sia per le persone sia per chi lavora, soprattutto a livello locale». È proprio la mancanza di rispetto per chi ha cercato onestamente di fare il proprio lavoro, servendo al meglio delle sue possibilità il Paese che scuote D’Ettore nel profondo: «Non si esageri con le proposte e le parole… La storia insegna», servono fatti e proposte, continua a spiegare, non solo politiche di ostruzionismo per uscire dalla crisi, la responsabilità di rappresentare i cittadini è grande e va compresa, non si può sfuggirne facendo solo opposizione, servono competenze e collaborazione per gestire la res publica.

intervista 

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