Turismo ad Arezzo: serve una strategia a lungo termine, è problema complesso

É questo il nodo centrale della discussione sul turismo nella nostra città secondo la Dott.sa Laura Lodone, respondabile del settore per l’Associazione del Commercio, Turismo, Servizi e Professioni della provincia di Arezzo.

Che andamento ha avuto il turismo aretino nell’ultimo anno?

«Sta andando male, lo di vede dalle rilevazioni mensili del numero di camere vendute per il numero di persone che le ha acquistate, è crollato l’indice REVPAR, ovvero il “Revenue Per Available Room”, sceso al di sotto dei 30€ nel 2012; il primo trimestre del 2013 è sulla scia dell’anno precedente, marzo è in flessione e continua la contrazione prezzi.

Il weekend di Pasqua ha retto, ma grazie gli eventi sportivi come il Toscana Tour e le partite del Vasari Rugby, che per ora riempiono gli alberghi in città, mentre il circa 40% degli arrivi in città sono stati di alcuni gruppi che hanno prenotato last minute. I dati previsionali sui ponti di primavera indicano che c’è una flessione dell’11% rispetto allo scorso aprile: delle 20467,8 persone che avevano pernottato nelle strutture alberghiere aretine per i ponti di primavera, esclusi tutti i turisti che hanno alloggiato in B&B che non hanno strutture omogenee e non possono essere inserite nel RevPar, se ne prevedono circa 2500 in meno; ma 2500 persone in meno che alloggeranno nelle strutture alberghiere aretine per circa 30€ a notte portano ad un ammanco equivalente a circa 3 impiegati l’anno in meno nel settore industriale, e questo solo con i ponti di primavera…Un’altra Imu così e gli alberghi inizieranno a licenziare…Il 25 aprile è un ponte solo italiano: se è bel tempo il flusso turistico è verso il mare, mentre se le previsioni sono variabili si sceglie una meta interna, quindi le prenotazioni sono fatte last second.
Turista- continua la Dottoressa Lodone- è colui che soggiorna almeno una notte fuori dal comune di residenza, considerando i motivi per cui lo fa: per affari o piacere? Ad Arezzo il RevPAr, ovvero il numero di volte che la camera viene venduta diviso per il numero persone secondo lo schema “uso singolo = viaggio d’affari, uso come doppia = viaggio di piacere” è 1.4, mentre a Cortona è 1,8. Ad Arezzo il turismo è d’affari: si viene in città per sport, business o salute, la destinazione è rigida, mentre nel turismo leisure la destinazione finale compete con tutto il mondo.»
Cosa servirebbe alla città per crescere?
«L’Italia era nel 5° posto nel ’99 come meta del turismo, adesso siamo al 26° posto in classifica: essere belli non è più sufficiente, serve altro oltre alla promozione, serve che le istituzioni e le imprese capiscano che i meccanismi sono cambiati, bisogna capire come è stata pensata la città negli ultimi 50 anni e rivederne l’impianto: sono progetti lunghi; ad esempio Via XX settembre, sede del Museo di casa del Vasari, è un parcheggio e solo gli interventi idrici sono stati 12 in un anno… La città non è accogliente per il turismo inteso come turismo culturale, e lo si vede anche facendo un confronto con Siena sui dati dell’afflusso di visitatori in città; sono tanti i fattori che influenzano il turismo, anche i più disparati come la raccolta dell’immondizia: per esempio in via Cavour la spazzatura è raccolta alle 11 di mattina, impedendo alle guide turistiche di portarci gruppi di turisti perché la strada è piena di spazzatura, con il rischio di incontrare topi… Anche le infrastrutture incidono sul turismo: il fatto che i Frecciarossa non passino più da Arezzo obbliga i turisti a raggiungere la città solo in macchina, aprendo il problema dei parcheggi. Non servono risposte semplici: è un problema complesso che in Italia è sottovalutato: siamo la meta più desiderata e meno comprata.

26/04/13

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