Un defibrillatore in ogni piazza

Un defibrillatore in ogni piazza

Dopo più di un anno che il Dottor Massimo Mandò, direttore del 118 della Asl di Arezzo, sottolinea la necessità di avere defibrillatori accessibili a tutti per poter rispondere in tempi rapidi in caso di un attacco cardiaco in un luogo pubblico, finalmente è partito il progetto che vedrà entro fine dell’anno la presenza di defibrillatori in tutte le principali piazze aretine e della nostra provincia.

«Sono ormai anni che facciamo campagne informative e finalmente abbiamo raggiunto anche questo risultato – spiega il direttore Mandò – non mi stancherò mai di ripetere, infatti, che in caso di arresto cardiaco la velocità è tutto, un intervento nei primissimi minuti fa la differenza tra la vita e la morte»; proprio per questo entro la fine del 2013 l’installazione dei defibrillatori avverrà in dieci piazze aretine, tra cui anche piazza Grande e piazza Sant’Agostino, e la stessa cosa verrà fatta negli altri comuni della provincia, in modo da coprire una larghissima fetta di popolazione, perché la presenza dei defibrillatori è necessaria in ogni luogo dove vi sia una altra concentrazione di persone: centri commerciali, associazioni sportive e non, piazze.

«I defibrillatori sono messi nelle piazze per essere accessibili a tutti, tutti quelli che hanno fatto un minino corso per utilizzarli e per ora abbiamo formato circa 4800 persone che fanno e potranno usare i defibrillatori che iniziamo a mettere in questo mese nelle dieci piazze aretine; abbiamo fatto un’incontro anche con i sindaci della Valdichiana quindi per Cortona, Castiglion Fiorentino e Foiano, poi Montevarchi, San Giovanni, Bibbiena, Sansepolcro…Non è più sufficiente metterli solo nei campi sportivi o nelle palestre, dobbiamo coinvolgere le persone: nel 2012 siamo arrivati al 14% di persone salvate, quindi una 40ina di persone vive grazie ad un rapido intervento in caso di malore, ma nel 2010 quando abbiamo iniziato era il 3%..Se vogliamo arrivare ad un buon risultato del 30-40% dobbiamo moltiplicare gli sforzi in numero di persone formate e di defibrillatori: a breve tutti i cittadini che hanno seguito il corso, e che hanno aderito all’iniziativa, saranno contattati in caso di necessità tramite un SMS» che indicherà il luogo dell’emergenza, così da disporre di maggiori possibilità di soccorso immediato: nella piazza scatterà l’allarme sonoro collegato al defibrillatore e contemporaneamente si attiveranno le auto-mediche e i soccorsi; «Questo ci permette di tenere alto il livello stesso delle persone formate che saranno informate degli eventi in cui possono rendersi utili.»

Una cultura del defibrillatore e del primo soccorso, è questo il grande lavoro che il Dottor Mandò sta cercando di fare attraverso la sensibilizzazione e la formazione partendo anche degli insegnanti di educazione fisica nelle scuole: «dal prossimo anno saranno loro a formare i propri allievi, garantendo un ciclo continuo di formazione di anno in anno anche all’interno delle scuole, perché noi (come 118, NdR)non possiamo arrivare ovunque, ma possiamo fare da starter.»

I defibrillatori sono strumenti costosi: per le piazze aretine sono stati finanziati dall’Atam, mentre Lions si sono occupati di quelli della Valdichiana; restano esclusi i centri commerciali a cui è lasciata libera iniziativa: l’UCI e Ipercoop di Arezzo finora non si sono interessati, mentre l’Ipercoop di Montevarchi ha aderito.

I corsi sono aperti a tutti e disponibili in tutte le associazioni di primo soccorso come Croce Rossa, Croce Bianca, Misericordia o lo stesso 118; resta solo da capire come saranno segnalati e protetti i defibrillatori nelle piazze, domanda alla quale, purtroppo, non ho avuto una risposta chiara.

 07/06/13

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