L’ex-Sadam torna al centro del dibattito politico

La neo-onorevole aretina Chiara Gagnarli, eletta nelle file del Movimento 5 Stelle, ci spiega perché ha deciso di portare il tema della centrale a biomasse di Castiglion Fiorentino all’attenzione del Ministro della Salute e a quello dello sviluppo economico.

«Ho deciso di portare all’attenzione dei ministri competenti la questione di Castiglion Fiorentino in quanto contraria alla realizzazione di questa tipologia di centrali che con la scusa delle fonti rinnovabili, incamerano incentivi  senza preoccuparsi di stravolgere un territorio e le sue vocazioni agricole né alla ricaduta negativa a livello ambientale e di salute, e con l’auspicio che  si proceda ad una rimodulazione del sistema degli incentivi a garanzia di effettiva sostenibilità ambientale degli Impianti, dell’utilizzo esclusivo o preponderante di biomasse da scarto della produzione agricola forestale, piuttosto che quelle da colture “no food”, credendo fortemente che l’utilizzo dei terreni agricoli debba essere indirizzato innanzitutto per le colture edibili.»

Come mai si è arrivati ad intraprendere un’azione così eclatante e quali sono le problematiche più urgenti?

«Il progetto inoltre in corso di approvazione è difforme dal progetto prospettato negli accordi, provoca la svalutazione dei beni e delle attività circostanti, la diminuzione della disponibilità di acqua; ha un forte impatto sulla salute dei cittadini, sul sistema del paesaggio rurale circostante, non poggia su un equilibrato bilancio energetico-ambientale, provoca problemi di aumento di traffico veicolare legati all’approvvigionamento della materia prima.»

Cosa ha chiesto e cosa si aspetta dalle istituzioni?

«Visto che ci sono anche altri impianti di energie da fonti rinnovabili sotto “inchiesta”, ed altri soggetti che richiedono interventi (come ad esempio i comitati locali, i consiglieri provinciali tramite mozione, e una nota Antitrust secondo cui il sistema di incentivi da anche luogo a distorsioni del mercato di approvvigionamento delle biomasse) ci aspettiamo una revisione delle linee guida nazionali per lo svolgimento del procedimento di autorizzazione per i nuovi impianti alimentati da fonti rinnovabili, per il progetto di Castiglion Fiorentino  aspettiamo la fine della procedura di VIA provinciale ed, intanto, vigiliamo sui Decreti Legge del Governo che continua, senza alcuna organicità dei testi a minare le  norme ambientali.»

Il problema delle centrali a biomasse vicino ad un’area abitata è un problema solo aretino o si inserisce in un quadro più ampio di gestione delle aree da riqualificare e di gestione dei rifiuti a livello italiano?

«Non è solo un problema aretino, ma un problema nazionale e per questo che, come sopra detto si auspica una revisione delle linee guida nazionali.»

Che reazione c’è stata all’interrogazione da parte dei cittadini coinvolti da anni, ormai, in questa vicenda e come vorrebbe fosse riqualificata idealmente l’area dell’ex zuccherificio Sadam?

«Numerosi cittadini mi ha scritto ringraziandomi per l’interessamento alla questione e aver portato un problema locale in parlamento, è partita da poco sempre da parte dei cittadini una petizione su Avaaz indirizzata al presidente della regione Toscana di intervenire con urgenza per fermare non solo la mega centrale di Castiglion Fiorentino, ma anche il proliferare di impianti in Valdichiana, credo che sarebbe fondamentale valutare progetti alternativi che creino un’occupazione reale, legata al territorio ed ai suoi prodotti di qualità ed al turismo.»

 12/07/2013

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