A Passage To India: LO SCAMBIO CULTURALE DA AREZZO A LUCKNOW

Sono le 7, è domenica mattina e la stazione di Arezzo è poco più che deserta. C’è un gruppo di ragazze e alcuni accompagnatori che, ancora assonnati, portano le valigie al binario 3, il primo dei tanti mezzi che li porteranno a far colazione all’aeroporto di Nuova Delhi la mattina dopo.

Questa avventura però inizia da lontano, quando queste sette ragazze del Fossombroni hanno dato la propria disponibilità a ospitare un ragazzo o una ragazza indiana durante il festival CinemìCinemà: lo scambio culturale che coinvolge la scuola privata Study Hall di Lucknow, nell’Uttar Pradesh, e l’istituto superiore aretino infatti è nato dalla volontà degli organizzatori del festival di far immergere i ragazzi in una realtà e in una cultura all’apparenza a noi molto lontana, usando come strumenti per conoscere l’altro e come punti comuni il cinema e la voglia di mettersi in gioco.

Ad aprile erano stati gli studenti della Study Hall a lasciare le proprie case e vivere da italiani, o almeno provarci, per due settimane, e questo 27 ottobre è stata la volta delle aretine che, accompagnate dalle profes- soresse e dagli esperti di CinemìCinemà, hanno fatto un volo intercontinentale per conoscere di prima mano la vita dei propri coetanei in India.

Una passeggiata? Non proprio. C’è chi ha lavorato per pagarsi il viaggio, mostrando una gran convinzione, responsabilità e voglia di partire, ma a tutte e sette è stato chiesto un qualcosa in più rispetto alla classica gita scolastica: da fine settembre al giorno prima di partire le giovani che hanno aderito al Progetto “Bollywood”, insieme alle insegnati e agli organizzatori, hanno venduto barrette di cioccolato del Vestri, uno degli sponsor dell’iniziativa, per raccogliere finanziamenti per i progetti sul sociale della Study Hall, in particolare per il Prerna Girls; questo programma permette, a oggi, a 600 ragazzine indiane della casta degli Intoccabili, l’ultimo gradino della scala sociale, di poter studiare e sognare un futuro diverso dall’essere una domestica sposata a 13 anni.

La Study Hall Foundation gestisce anche altre cinque iniziative socialmente rilevanti come il progetto per migliorare l’istruzione dei bambi- ni poveri che frequentano scuole di campagna, o il programma integrato per circa 70 bambini con bisogni speciali in situazioni di disagio fisico e psicologico, la “Prerna Boys School” e l’iniziativa Didi’s Food, ovvero un’azienda gestita dalla Fondazione per dare lavoro alle donne socialmente svantaggiate nel settore della ristorazione e dell’artigianato.

Ed è proprio per scoprire tutto questo, oltre alla vita quotidiana indiana, che entra in gioco CinemìCinemà: attraverso i video che faremo qua a Lucknow e a Mumbai, non solo faremo un’esperienza unica, ma saremo in grado di ritrasmettere e far conoscere a chi non c’era una nazione, una cultura diversa e come un piccolo gesto, vendere una barretta di cioccolato, può cambiare la vita di uno o una sconosciuta.

Quindi eccoci tra treni, autobus e aerei a realizzare il sogno di un anno: carichi con valigie e borse, palesemente identificabili come turisti sbarchiamo a Nuova Delhi 22 ore dopo la partenza dalla nostra città; senza intoppi, o quasi, e con poche ore di sonno siamo in India! Prendiamo l’autobus che ci attende e andiamo in città a incontrare Nishita, la ragazza che ci accompagnerà per tutto il nostro viaggio, per partire alla volta di Agra; i canti e le risate che avevano caratterizzato le ore precedenti sono sostituiti dal lento respiro degli addormentati e in quattro ore ci ritroviamo nella città del Taj Mahal. Tra un pisolino e l’altro, il paesaggio intorno a noi cambia, la leggera foschia non svanisce, ma i palazzi e i parchi di Nuova Delhi si trasformano in campi sterminati, qualche casa e alcune baracche; arrivati ad Agra vediamo con i nostri occhi la povertà che si vede nei documentari, ma non c’è uno schermo fra le due realtà e l’impatto è destabilizzante.

Al tempo stesso subiamo tutti una sorta di fascinazione per questo mondo ignoto e ci trasformiamo nei classici turisti giapponesi, pronti a fotografare tutto, dalla scimmia a un ingorgo nel traffico; un pranzo veloce, check-in in hotel e, via di corsa a visitare il Taj Mahal: bellezza e magnificenza dell’architettura, la cura e la preziosità dei decori in corallo, lapislazzulo, madreperla e altre pietre preziose lascia stupefatti i visitatori e testimonia da secoli l’amore di un imperatore per la moglie preferita.

01/11/2013

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