Dignità del lavoro: un filo invisibile che ci lega tutti

Luigi Scatizzi, consigliere comunale per Nuovo Polo per Arezzo, ci spiega cosa unisce legalità, dignità del lavoro, lotta all’evasione fiscale e globalizzazione: «tutto è andato in mano ai mercati senza nessuna regola e questo ha fatto si che in molte parti del mondo importanti per consistenza e numero di manodopera si faccia una produzione su scala globale senza nessun vincolo di dazio doganale, altamente concorrenziale sfruttando una condizione di dignità del lavoro francamente al limite della schiavitù, come in Cina, India o Africa; in questa maniera si mettono fuori mercato, e dalla parte di coloro che sbagliano, quelli che invece tutelano il lavoro e per questo hanno dei costi aggiuntivi alla produzione: i mercati, tramite la concorrenza, decidono chi ha ragione e chi ha torto; quest’aspetto qui a livello mondiale non è stato valutato correttamente, francamente, non so perché.»
«Questo – continua – comporta un danno sociale a tutti i Paesi Sviluppati che, pian piano, riducono le conquiste ritenute acquisite in un sistema civile, avanzato e democratico fatte nel corso degli anni per cercare di andare incontro alla concorrenza..c’è una condizione di retrocessione dovuta alla forzatura dei mercati: per permettere il mantenimento del lavoro, si tollera un’erosione lenta dei diritti e delle conquiste sociali, come nel caso dell’Ilva…Nel nostro paese si traduce in aziende che basate su lavoratori al nero quindi sull’elusione dei contributi INPS, delle norme di sicurezza e di quelle igeniche, creando così una concorrenza sleale sotto gli occhi di tutti: è un danno gravissimo poiché pone fuori mercato i produttori e gli imprenditori corretti, come è successo a Prato; perciò è necessario potenziare i controlli di ASL, ARPAC, INPS e finanza affinché queste situazioni diventino irrilevanti.»
È degrado del lavoro, ma è anche un circolo vizioso spiega il consigliere perché «fa si che chi rispetta le regole sia invitato a cercare condizioni di lavoro peggiorative ampliando il fenomeno, che nel territorio controllato democraticamente si potrebbe evitare semplicemente facendo si che le leggi valgano per tutti e non solo per qualcuno…e questo è un fattore culturale.»

21/09/12

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s